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mercoledì 11 maggio 2011

Diffamazione.

In vita mia ho visto due cose davvero molto stupide: la prima è un’integralista cattolica che al grido di battaglia “viva la madonna” si arruola come volontaria e combatte per Israele. La seconda è una tartaruga che cerca di fare sesso con un fico d’india caduto in terra.


In questo panorama di altissima competizione s’inserisce lo spettacolo andato in scena ieri: Chiaberge parla, Mirella Sorry interviene, Chiaberge esprime prima il suo dissenso poi il suo stupore per la stupidità condensata nella zolletta di neuroni dell’interlocutrice, Mirella Sorry chiude il suo intervento con un sorriso d’assenso. Cazzo ridi?

Fin qui nulla di nuovo: dalla bocca della Sorry nessuno si è mai aspettato commenti con un significato, specie quando gli invitati a lezione erano Calabresi, D’agostino, Sangiuliano e, in tempi più recenti, Pierluigi Battista. Chiaberge però non solo non lavora per un giornale deficiente, ma gestisce PERSINO una pagina culturale e questo deve essere sembrato una sfida alle orecchie della Sorry. Il regolamento del nostro corso di laurea impone una proporzionalità inversa tra intelligenza dell’invitato e le domande postegli.

Così la seducente autrice di celebri interviste a domicilio, come quella a Federico Moccia o quella ad Ascanio Celestini con le parole dell’attore che contraddicevano con precisione svizzera le sue, ha lanciato il cervello oltre l’ostacolo, in terra, con sprezzo del pericolo di non riuscire a sottrarlo mai più alle formiche. Mai più.

“I bravi scrittori non riescono ad emergere” ha detto la Sorry “E sti cazzi, se vai a fare le interviste a Moccia, te credo..” avrebbe voluto replicare l’uditorio tutto davanti allo sguardo basito del giornalista de Il Fatto Quotidiano. Poi il botto. La Lady Gaga della minchiata ha provato a dare un’analitica interpretazione dell’assenza di Roberto Saviano dalle librerie: “Ha il blocco dello scrittore”. Certo, e Craxi è fuggito ad Hammamet perchè amava la Tunisia.

Con Riccardo Chiaberge fottutamente imbarazzato era chiaro che tutto questo già sarebbe bastato per elevare la credibilità del nostro corso di laurea a quella di Gargamella presso il consesso dei puffi. Ma la Sorry, si sa, non si tira mai indietro e proprio quando il peggio sembrava passato, proprio quando tutti ci guardavamo indietro boccheggiando per la fatica e per la vergogna lei disse:


“Il libro di Saviano avrebbe potuto scriverlo chiunque leggendo qualcosa in biblioteca”.


Come se poi i “Ridenti” e i “Peti disarmati” non potessero essere stati scritti dopo una buona puntata di “Cotto e Mangiato”...


Vista la fama che grazie ai contatti della Sorry (contatti?? ora li chiamano così???) il nostro corso si sta facendo, non sarà poi il caso di stupirci se, quando porteremo il curriculum ad importanti testate giornalistiche, una smorfia di dolore comparirà sul volto dell’esaminatore leggendo “Editoria e Scrittura”. E chiuderemo il cerchio: se la Sorry oggi assomiglia ad un’integralista della stupidità che grida “viva l’anticomunismo” prima di ogni lezione, tra noi e la tartaruga, domani, non ci sarà proprio nessuna differenza.


uno studente di Editoria e Scrittura prima di un colloquio


T.T.


sabato 22 gennaio 2011

Plancton di studi

La Pianodistudi (Pianula Studiorum) è una creatura cartacea appartenente alla specie delle Gastriti. Si caratterizza per la sua proverbiale velocità che rende impossibile qualsiasi filmato o qualunque ripresa; dunque, anche una trasmissione con Licia Colò.

Il luogo d’origine di questo curioso insetto pruriginoso non è ben chiaro: se alcuni biologi ipotizzano che possa trattarsi della sede della casa editrice Laterza, altri sono più convinti che siano i gomiti di Ridotto o le “crepe d’intonaco”, dette anche rughe della Sorry. A prescindere da queste collocazioni geografiche, alcuni comportamenti devianti delle persone possono essere identificati come effetti diretti dell’interazione con la Pianodistudi.

Il nostro animaletto infatti, che in giovane età assume l’aspetto di un foglio unto accompagnato da bestemmie, attira l’uomo con gli ingannevoli perizomi ascellari della prassi burocratica, gli impone di seguirla. Grazie poi al rilascio di sostanze simili all’inchiostro per stampanti, la Pianodistudi provoca delle allucinazioni nelle quali la vittima vorrà a tutti i costi compilare moduli e schemi impossibili convinto che essi poi lo portino dritto alla laurea. In tre o quattro giorni l’uomo entrato in contatto con la Pianodistudi diventa irrimediabilmente pazzo e il ricovero è obbligato. Se il soggetto impazzito non riesce a essere bloccato in tempo, le conseguenze possono essere drammatiche e addirittura tragiche. Solo nel recente passato sono numerose le città in cui fenomeni di violenza sono stati universalmente riconosciuti come collegati alla presenza della Pianodistudi: Cogne, Erba, Avetrana, Tucson, per citare i più celebri.

La degenza, che può avvenire in ospedale come in Aula Feretri, prevede che il soggetto durante il giorno compia alcune attività e in serata compili un questionario specificando quali abbia davvero “sostenuto” e quali invece debba ancora “sostenere”. Tale forma di riabilitazione ha il preciso scopo di scaricare il malato dall’ansia da compilazione allucinatoria e riportarlo gradualmente allo stato di plancton sociale con la consapevolezza che potrà barrare quello che minchia vuole, ma tanto non si laureerà mai.

Inoltre, gli studi sull’interazione tra Pianodistudi ed essere umano hanno anche rivelato il misterioso persistere, anche dopo l’avvistamento dell’animale, di una profonda irritazione e talvolta veri e propri episodi di orchite. il nesso tra le due cose non è ancora stato spiegato, così come non è stato ancora spiegato come mai la Pianodistudi appaia via email solo ad alcuni eletti. Non è stato nemmeno ancora chiarito il significato di quella mistica insalata del primo blocco di esami che prevede lo studio di Moda, Inglese, Fascismo e Artrosi. Forse anche per questo una Pianodistudi di età avanzata e più matura ha una forma rotonda, presenta un buco in mezzo e, soprattutto, rotola.


T. Tomas

giovedì 16 dicembre 2010

Gregge 509

La tizia che sostiene di essere ministro dell’istruzione una volta affermò: “Vedrete, vi stupiremo”, ma, nel corso dei mesi in cui diceva agli amici della palestra di lavorare presso il ministero, fece solo una marea estenuante di cazzate e pompini cosicchè nessuno si stupì nè si sorprese.

A distanza di così tanto tempo (non so essere più preciso, i miei riferimenti temporali nel passato sono solo “ieri”, “l’altro ieri” e “una volta”) finalmente però emergono i suoi piani stupefacenti grazie alla collaborazione di una professoressa del nostro corso di laurea, trattenuta dalla Polizia Studentesca durante una ronda nel basso Lazio. In questo “pastorello a perdita d’occhio” la professoressa Sorry si nascondeva sotto il ventre di un ariete e fuggiva lontano da orecchie indiscrete, lei che le sue le ha corredate di pendagli con l’effige di Almirante. La “docente”, riuscita ad eludere la protezione civile fingendosi una pecora e mugolando a ogni controllo “Beeee..”, ha dovuto arrendersi ai test e alle analisi più approfondite della PS che, se da un lato hanno riscontrato una dentatura identica a quella di un ovino, non hanno potuto non considerare il belato troppo semplice per appartenere a una pecora.

Mirella Sorry scappava per evitare che gli studenti sapessero di una confidenza fattale dal ministro stesso durante una partita a backgammon:

“Sarò sincera, Mirella. Noi con sti studenti ci vogliamo solo giocare un po’...Ora li facciamo incazzare... e poi, quando Lui ha voglia, sai cosa facciamo? Li facciamo tornare tutti alla 509! ahah..sai come impazziscono? prima gli esami sono da 6 e poi da 5!...ahah!”.

Gli studenti che hanno raccolto queste informazioni hanno confermato che nessuno dei professori dell’Università L’Inadempienza era al corrente dei piani ministeriali eccetto i capi di stato maggiore del corso di Jeanseria & Cucitura. E infatti, appena venutone a conoscenza, Vittorio Ridotto aveva preparato ligio e chino (e immobile) il PIANO PER IL RIENTRO CREDITI in ESUBERO.

“Se non scoprivano tutto sti peracottari, bisognava che gli esami da 6 crediti diventavano da 5...” ha confessato il sig. Cafazzi, capo reparto-oliatura dei gomiti di Ridotto “...e l’unico modo poteva esse de fare il programma più piccolo, tajà na parte...così poi noi li dovevamo interrogà e vedè che ‘a parte tajata un la sapevano, l’avevano disimparata...”

Secondo la testimonianza dell’addetto alla manutenzione delle falangi di Ridotto invece un piano B avrebbe preso in considerazione l’eventualità che lo studente non collaborasse e si rifiutasse di disimparare. Che fare quindi?

“Allora se prendeva lo studioso e je se diceva: ‘se non dimentichi da paggina 50 a paggina 100 te’ncastro sotto l’ascella de Salamini a Ferragosto’. guarda, giornalista, che è un metodo che funziona, viene dalla Francia. L’avemo provato già con tutti i professori de sto corso! Guarda qui che bel risultato...”

“Beeee...”


T.Tomas

sabato 4 dicembre 2010

La finestra di fronde.

C’era nebbia. C’erano i gufi a rompere e accarezzare il silenzio.

Fuori non si vedeva una minchia.

Nella sua stanza, barricato e tremante, un uomo in grigio attendeva barcollante, stanco e stremato dal silenzio, dai gufi, dalla nebbia fitta.

L'unica finestra illuminata era la sua e qualcuno sarebbe arrivato entro pochi minuti.

Qualcuno con indicazioni precise. Un piano preciso.

Qualcuno arrivò, facendo silenzio. Da quel momento in poi se ne sarebbe occupato lui.


-Sssst!

-E...e...Lei chi è?

-Non mi conosce.

-Perchè ha il volto coperto?

-Nessuno deve vedermi.

-Una maschera di Cossiga dà nell’occhio...Cosa vuole??

-Sono Gomp.

-Go...?

-..mp.

-Chi la manda?

-Mi manda Miur. Sapevo non le avrebbe detto niente.

-E’ coinvolto anche Miur...Perchè? Perchè non mi dice cosa sta succedendo? Sono stato chiamato di fretta...dovevo vedere un agente...

-Deve sapere l’indispensabile.

-Ma cosa volete farmi?

-Niente. Deve solo fare quello che le dico. Dov’è la valigetta?

-Quale valigetta?

-Quella che doveva consegnare all’agente Calamandrei stasera, con la nebbia, i gufi e tutto quanto...modello DM270.

-Ah sì. E’ dietro di lei. Dentro il frigo.

-Perchè non l’ha tra le mani?

-Non so..Ho pensato fosse meglio nasconderla...

-Dentro un frigo.

-E’ il frigo della merenda. Solo io conosco le combinazioni di apertura.

-Un frigo possiede delle combinazioni di apertura?

-Sì, il congegno è a infrarossi con doppia copertura satellitare e otto sirene di allarme.

-Va bene. Apra. Devo controllare che ci sia tutto.

-Cosa c’è dentro? Perchè è così importante?

-Non glielo posso dire, professore.

-Deve invece. Se non mi dice cosa sta succedendo, non aprirò il frigo.

-Ah! Posso farlo da solo...

-Potrà anche aprire il frigo, ma non avrà amai accesso al reparto salumi dove si trova la valigetta...è blindato!

-[∑oµ∫√††!!!] Ok. Sappia però che se dirà a qualcuno quello che le sto per dire, non potrà fare due passi che.....ci siamo capiti?

-Sì.

-Nella valigetta ci sono i codici di attivazione di tutti i corsi di laurea. Non devono cadere nelle mani degli studenti terroristi.

-Perchè?

-Se ciò avvenisse, Miur sarebbe costretto a scappare. Invece, una volta che avrò i codici, sarò io a gestire tutto.

-Tutto cosa?

-Bombarderemo prima i corsi più piccoli con armi di riduzione di cassa; per i corsi più grandi aspetteremo che il processo di istruzione dei terroristi avvenga lento, ostacolato, facendo loro credere di avercela quasi fatta. Al momento di pianificare il loro progetto finale scopriranno che i loro documenti d’esame non sono validi: la maggior parte rinuncerà e abbandonerà la causa terroristica, la minor parte invece sarà eliminata.

-E’ terribile! Cosa ne farete?

-Fosse di studio.

-Oh mio dio! Esistono davvero...

-Sì.

-Dove sono?

-in Slovenia. O sul Grande Raccordo. La voglia di fare il terrorista passa a tutti laggiù.

-Non so cosa dire...

-E dopo, professore, vivremo in un nuovo meraviglioso assetto, con un controllo diretto, una produzione di menti senza errori. Avremo finalmente combattuto il terrorismo studentesco per sempre.

-Non so cosa pensare...

-Non deve pensare niente. Apra il frigo.

-Ma perchè proprio io?

-E QUANTI CAZZI, PROFESSOR GAMBEFFA!Perchè lei è comprabile con un etto di salsiccia!Ecco perchè!Ora apra il frigo...

-Va..va bene...

-Stia tranquillo. Lei continuerà a fare il suo mestiere, ne uscirà pulito. Nessuno saprà mai nulla.


T.Tomas

mercoledì 1 dicembre 2010

Equileaks

Un terremoto ha scosso la diplomazia mondiale. Storie di informazioni top-secret rubate e
deliberatamente diffuse al mondo intero. Storie di hacker, di cracker, di sacher, e di wafer. Storie di un uomo misterioso. Sarà davvero un uomo? Sarà davvero in possesso di informazioni secretate? Sarà davvero biondo? Per adesso sappiamo solo il suo nome: Solange!...


Un terremoto che si è abbattuto anche sul nostro corso di studi di “Tediatoria&Puntura”. Secondo il presidente della facoltà di Omelettere dell’università L’Insipienza di Roma, Franco Payperno, si sta profilando quello che è il vero e proprio “13 novembre della diplomazia didattica”. Il riferimento va a quel 13 novembre del 1983, il drammatico giorno in cui un commando delle Brigate Rosse sequestrò il professor Vittorio Ridotto, rilasciandolo poi dopo poche ore alla fermata autobus di piazza Sempione, incappucciato e con in mano un cartello con su scritto: “PENSAVAMO FOSSE GIAMPAOLO PANSA. CHIEDAMO SCUSA ALLA FAMIGLIA DI QUEST’UOMO. BR”.

Insomma lo scossone “Equileaks” ha tramortito anche le strutture del mondo universitario romano, con rivelazioni inimmaginabili su alcune considerazioni personali del rettore dell’università L’Insipienza, Luigi Crauti, riguardo ad alcuni docenti del nostro corso di studi.

Ecco cosa dice il rettore Crauti:

PAOLO GAMBEFFA - "Mi ha rubato tante penne nascondendosele tra i capelli con la scusa di doversi pulire le orecchie. Spocchioso. Crede di essere il Giuliano Ferrara del centro-sinistra."

MIRELLA SORRY - “E’ una donna astuta. Mi ha fatto firmare la sua assunzione a titolare della cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea spacciandola come raccolta firme per la riesumazione del corpo di Mario Pannunzio!..”

CARLO SALAMINI - “Chi???”

VITTORIO PENDOLFI - “Una persona perbene, ma palloso come pochi esseri di questa terra. Alcuni studenti "desaparecidos" sono in realtà morti di noia durante le sue lezioni e i cadaveri sono stati usati come bacheche dove incollare annunci e post-it negli uffici dell’amministrazione.”

VULVIA CAPRERA - “Una volta mi ha chiesto di far valere la visione di “Beautiful” come tirocinio. Sta deficiente!..”

A presto nuove rivelazioni di questo "Watergate all'amatriciana".

Tomas T.

lunedì 10 maggio 2010

Materiali in dispensa

Siamo in chiusura di corsi ed è venuto il momento per i nostri stimatissimi professori del nostro rispettabilissimo corso di laurea di accennare alle modalità con cui saranno tenuti gli esami.
Mirella Sorry, già che c'era, è stata la prima a sbottonarsi. Ha precisato infatti che l'esame orale sarà orale, che consisterà nell'esposizione da parte di una persona (studente) di una tal cosa (materia d'esame) a un altro soggetto che potrà essere lei medesima o il tizio che per un abbondante 99% le ha scritto i libri. Ovviamente, sapendo lei niente di qualsiasi disciplina ed avendo capito il motivo della sua presenza dietro a una cattedra come un paguro sulla testa di Gorbacev, è probabile che all'appello basterà non proferire le parole "Pannunzio - era - stronzo" per non svegliarla e riuscire così a strappare un buon voto.
Le modalità di esame di Carlo Salamini, che sta divorziando dalla moglie, assomigliano per riflesso più a una negoziazione: una volta ricevuti i voti dell'esonero, avrete 48 ore di tempo per accettare il voto, presentarvi all'appello orale e portare venti numeri di telefono di ragazze single tra i 20 e i 35 anni. Due clausole importanti: se viene a mancare anche solo una di queste condizioni potrete sostenere l'esame solo a settembre e, se siete una ragazza single tra i 20 e i 35 anni , non vale che mettiate il vostro numero nella lista.
Pietro Viadaunmese ha invece proibito che il giorno dell'appello ci si presenti in aula. Dovrete restare a casa a guardare nell'ordine: un pozzo, un quadro, una bambina disturbata poichè sette giorni dopo sarete chiamati telefonicamente da una voce roca che, a seconda della vostra simpatia, vi comunicherà la data del vostro esame o quella della vostra morte.
A causa delle operazioni di allungamento del pene a cui è stato sottoposto, Vittorio Ridotto non sarà disponibile per tutto il mese di maggio. i suoi appelli slittano tutti tra il 15 luglio e il 16 luglio. Sessione breve.
Infine Tommaso Und Pomelium ha richiesto agli studenti di presentarsi all'esame con un thermos di caffè ciascuno, mentre 3 chili di crudo di Parma, 5 mozzarelle di bufala campana, 8 etti di salsiccia e un vino piemontese a piacere ci inducono a pensare che Paolo Gambeffa abbia equivocato il significato della parola 'dispense'.
T. Tomas

giovedì 6 maggio 2010

Giornalista sanpietrino

Ecco il testo del discorso tenuto oggi da Antonio Polito per l'ultimo degli incontri organizzati da Mirella Sorry e Carlo Salamini nell'ambito del progetto "Sapienza 2010 - Marchette d'avanguardia".

Hi. I'm Antonio Polito. I'm here to explain my work: o' ggiornalist. Ops...sorry, but i song napulitan, però aggio vissuto nu poch' e years in London (so' stato pur' in the hospital vafangul!) , then sometimes my words s'ammischiano e non si capisce anything i say.
I direct "il Riformista", o' ggiornal that i founded some years ago. "Il Riformista" is o' cchiù bell' ggiornal i ever made. Anche because it's the only.
The journalist is one of the best profession che ci sta in Italia. As we say commonly: fa' o' ggiornalist is always better cha faticà!...Ah ah ah...Beh, why don't you laugh? Cazz hann' sempre riso everybody a stà battut..

However i tell you che dovete stare easy, because o' ggiornalism non sparirà. Don't worry, be happy. What? I'm rhetorical? Ma chi vi credete to be?! (Vid' nu poc a sti pieces of shit!..)
Remember, you have to study too much pe diventà ggiornalist. Vabbè maybe non proprio too much, but at least you have to be able ad aggiustà i shoes. I agg' imparat to write proprio da nu calzolar infatt', mentre iss m'aggiustava i shoes. Iss aggiustava e io scrivevo, iss aggiustava and i wrote.
You don't have to believe che putit faticà subitamente al "Corriere della Sera" o a "Repubblica". You need di un sacco di gavetta: as the small newspapers (tipo "Parioli Poket" o "GQ", sò bei ggiornal o' sapit!?), o le tv locali, le radio private, i siti internèt...ste cazzate qua insomm'..

E poi you have to viaggià. Dovete girare all around the world. So you can become new people. Così potete crescere, putit cambià. Anzi, voi vi dovete cambiare absolutely, anche perché se you travel in train, and don't change your clothes, poi puzzate e facit schif'.
What? I'm rhetorical? But vafangul n'ata vot!..
No no, i never said "vafangul", you are wrong. Cosa, l'ha sentito pure mr Salamini? E chi cazz è stu Salamin'? Ah you are prof Carlo Salamini? Oh nice to meet you, i'm Antonio Polito, for the friends "Totò o' radioattiv"..
Ragazzi don't worry. There are many new markets che aspettan' i vostri articoli di merda. Sta la Cina, l'Iràn, l'Afghanistann', so tanti i countries che stann' without ggiornalist. They have un ghep very big con la civiltà occidentale. Listen to me che agg' viaggiat' assaje.

..Però ragazzi, i think you can't be ggiornalist. Voi fate too much questions e po' you don't like the answers. If you fate na question a uno most important of you, poi you have to understand che la sua is the only right answer. Se non date ragione ai direttori, po' which fucking director will take you a fà o' servo della gleba ind' a nu ggiornal? M'avit capìt', si o no!?

Saluti uagliù, we will see ind a n'at convegn'. Stat'v bbuon.

(Sorry, mrs Sorry, but where cazz did you bring me?! Chist sò scem..)

Tomas T.

lunedì 3 maggio 2010

Un giorno di ordinaria prostituzione

“Le marchette falle a casa tua”. Così si è espresso qualcuno dei presenti, dopo l’ennesima lezione farsa: un gustoso spot pubblicitario per Dagospia (del cui fondatore Roberto D'Agostino, caro lettore, saprai sicuramente tutto) e il suo decennale, che ha lasciato evidentemente in bocca uno schietto sapore di merda a più di uno dei presenti.
Ad organizzare il tutto, la nostra impagabile Sorry, la “maestrina dalla penna rossa, ma dalle mutande rosa”(questa non è mia ma sempre del simpatico Roberto D’Agostino: un luminoso ritratto di docente che ha fatto piovere le mandibole a tutti i presenti). La nostra “maestrina”, per inciso, ha un curriculum ben più caleidoscopico delle summenzionate “mutande”: ha realizzato trasmissioni culturali per la tv. Collabora a L’espresso, La Stampa, Ttl, Corriere della Sera-Magazine. Ma questo è lo spirito dei nostri tempi: con Proust può convivere il kisch più sfrenato. Sia chiaro però, l’importante è che il kisch abbia molti contatti, che faccia audience, che abbia un vasto pubblico, altrimenti è il solito materiale di sempre: merda (un consiglio alla nostra “maestrina” si adegui velocemente allo Zeitgeist, perché sul web la sua biografia non si trova su wikipedia come quella di D’Agostino o di Luciano Moggi, perciò, calchi forte sull’acceleratore: non basta certo fare le marchette solo agli amici di sempre per finire nell’olimpo mediatico).
Torniamo all’evento. Gli studenti speravano forse in una lectio magistralis di D'Agostino sull’importanza del web per il giornalismo moderno: macché. Tra telecamere e fotografi, si è trattata dell’esibizione compiaciuta e greve della sua corte dei miracoli(Renzo Arbore, Carlo Rossella Gianni Boncompagni e Dario Salvatori che forse è stato l’unico tra i presenti ad aver capito di essere in un’aula universitaria e non in caserma).
Infatti il tono generale della colta conversazione è stato quello della naia: sapidi raccontini di culi e tette e aneddotica su notorie teste di cazzo del jet set nostrano, sì, proprio sulle teste di cazzo.
Ed anche il Preside di Facoltà (così è stato presentato agli astanti) ha fatto capolino, timidamente, magari con la segreta speranza di prendersi in faccia due flash o una breve inquadratura dalle telecamere. E invece un cazzo! Consigliamo pure a lui di schiacciare forte sull’acceleratore se vuole finire al TG2 delle 20, e di adeguarsi allo spirito dei tempi: qualità del corpo docente bassa ma più numerosi atti di prostituzione dell'intelligenza universitaria. Non ci accontenteremo mica delle solite lezioni dove abbiamo potuto ascoltare questi fiori: “a Roma hanno scontrato due motorini”, “l’aereo è crollato”, “è un senso comuno”, “non solo l’indotto ma anche l’intorno”, “la rivoluzione russa del 1918”, “il tema del fatto che insomma…” ecc. ecc.
Insomma i professori vanno bene così, ma facciano più marchette, l’audience legittima tutto.
Un dolce finale. Quando Roberto è uscito dall’aula, magari sperava in qualche stretta di mano, in un “hey Roberto posso farmi una foto con te?”, forse in un pubblico festante. E invece no, sarebbe stato più probabile vedere un maiale volare. così ancora, l’inutile, orgoglioso, compiaciuto sfoggio di volgarità: Roberto ha cercato ancora la battuta e ha raccontato ai pochissimi estenuati e astenuti presenti cosa sia l’amicizia, o che diavolo sia quella merdosa cosa che con le parole connivenza e cricca si descrive benissimo lo stesso.
Sia chiaro che per scrivere questo puzzolente resoconto, anche io mi sono adeguato allo spirito dei tempi. Mio malgrado lo subisco e non lo plasmo come la nostra “maestrina” e il nostro simpaticissimo Roberto D’Agostino, mio malgrado ne sono complice, lo testimoniano le tasse universitarie pagate.

dal nostro inviato, Duns Meici

mercoledì 28 aprile 2010

Decisamente no

Però così non vale.
Proprio quando c'eravamo rilassati e adagiati sulle domande da porre nell'imminente incontro con "quello che ha creato Dagospia" e sulla lapidazione verbale a cui il 6 maggio sarà sottoposto il direttore del Riformista (che oggi si pone il problema di come fare pubblicità progresso al nucleare in Italia), la Sorry ha colpito alle spalle. Lunedì, tra la porta che non ha ancora imparato a chiudere e una cartina dell'India ai tempi della Pangea, la nostra esperta di oltraggio al buon senso ci fissava come un suricata di fronte a un cubo di Rubik e sventagliava preoccupata alcuni fogli: i moduli di valutazione dei docenti.
alcuni di noi, entusiasti, hanno iniziato a concepire bucoliche bestemmie con le quali rispondere alla voce 'suggerimenti per il corso', altri invece hanno immediatamente constatato che, se quei moduli in tre anni fossero serviti a qualcosa, l'unico modo per ascoltare oggi la Sorry parlare, sarebbe stato ordinare un Camogli all'autogrill di Viterbo.
Insomma lei era lì e, come un cactus portato in antartide, ignara d'esser fuori luogo; o forse l'aveva intuito guardando le prime file vuote, i primi segni di disattenzione tra gli studenti che scommettevano su quale acaro raggiungesse per primo la finestra. Ma non aveva più importanza perchè aveva una comunicazione di vitale importanza da fare. la Sorry sventolava i moduli con aria truce e, additando nel foglio l'infingardo punto numero 12 relativo alla percentuale di lezioni seguite, disse: "dovete protestare", fin qui tutti d'accordo, "perchè voi non avete potuto seguire tutte le lezioni per colpa dei corsi cattivi che si accavallavano. QUI NON DOVETE SCRIVERE NULLA". sgomento. freddo. sangue alle tempie e poi giù verso la mano che avrebbe volentieri afferrato una sedia e, tiratagliela contro, si sarebbe unita ritmicamente all'altra, applaudendo.
Se qualcuno fosse stato lucido e non accecato dalla rabbia repressa per tanti lunedì passati a fare pranzo alle 4, le avrebbe fatto notare l'inaccettabilità delle sue considerazioni e imposizioni, ma dopo i cinque minuti seguenti la gran parte degli studenti aveva già annerito così tante volte la casella DECISAMENTE NO da perdere il senso di queste e di altre parole. "decisamente no decisamente no decisamente no..." se prima era solo un mantra pre-lezione, lunedì è diventato l'esorcismo necessario dopo ogni sua lezione, il veto all'idiozia, la difesa immunitaria di fronte a ogni sua domanda.
"allora vi ricordate di venire all'incontro con Dagospia?"
"..."

T.Tomas

venerdì 16 aprile 2010

Alain Elenkann

Ieri in aula-tirrenia gli studenti di Editoria e Scrittura sono stati deliziati, dalle 16.17 alle 17.02, dall'intervento del noto imbalsamatore di Specchio Alain Elkann. Un'introduzione della sempre fatiscente Mirella Sorry ha preceduto il comizio del padre di John, nonchè padre di Lapo, nonchè nonno di Oceano e Leone, nonchè figlio di Kmer della tribù Starr. L'ospite è stato gentile e ci ha rilasciato il testo del suo discorso, che riportiamo qui di seguito:

"Ungaretti
Svevo
Joyce (che conversava con Svevo in dialetto triestino)
Saba
Dante
Moravia
Moravia
Moravia
Nabokov
Cechov
Dostoevskij
Tolstoj
- domanda di quello che sta seduto qui appisolato (Salamini ndr) e non ride come l'altra che s'alliscia i capelli (Sorry ndr)
Woolf
Raffaello
Antonello da Messina
Piero della Francesca (da Sansepolcro)
Kundera
Rapajic
Carcasi
Valerio
Melissa P."

L'elenco telefonico si è poi concluso con una interessante domanda del pubblico: "perchè ha intitolato il suo romanzo 'Nonna Carla' e non 'Mamma Carla'?"
Risposta di Elkann: "Zoff, Cuccureddu, Furino, Gentile, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega."

T.Tomas


sabato 27 marzo 2010

Soddisfatti o...

Abbiamo intervistato per voi, studenti e studentesse di Editoria e Scrittura, l’esimia professoressa di Rilegatura e Formalismo Mirella Sorry. Dal momento che questo 31 marzo scade il termine per il pagamento della seconda rata, abbiamo pensato fosse giusto tranquillizzarvi e darvi tutti i motivi necessari per andare allo sportello, prelevare, andare in banca e pagare con il sorriso di chi si sente ancora una volta soddisfatto della scelta accademica fatta.

Professoressa, buonasera. Stavamo parlando dell’ultimo film che ha visto…

Sì, divertentissimo…la cena dei cretini.

E’ quel film dove dei ricconi si trovano a cena ogni mercoledì invitando un cretino ciascuno e ridendone alle spalle sadicamente per tutta la serata?

Sì esatto! L’ha visto anche lei? Non è famoso…

Eccome. Faccio una cosa simile ogni giovedì ed è molto divertente anche se non sono ricco.

Ahahah.

Parliamo di cose serie, professoressa: andrà a votare questo weekend?

Sì certo.

Ha già un candidato in mente o si farà trasportare dalla campagna elettorale dell’ultimo minuto?

No, no. Io non faccio quelle cose. Voterò per Roberto Cota, credo.

Ah bene. Lei però è residente a Roma mentre Cota è candidato dalla Lega in Piemonte. Non si può fare.

Non posso andare a votare in Piemonte? Mi piace Cota, è così carino…

dice di no?

Ognuno ha i suoi gusti professoressa. Se però ci fosse nel Lazio un candidato della Lega, lei quindi lo voterebbe.

E non c’è?

Eh no. Ci sono Emma Bonino per il PD e Renata Polverini per il PDL.

Ah. E di che colore hanno gli stemmi?

Intende i simboli delle liste? Bè. La Polverini ha un po’ di azzurro, rosso, bianco…ma cosa c’entra scusi?

C’è anche un’altra ragione per cui voto Lega, deve sapere giovanotto.

Vale a dire?

(orgogliosa) Deve sapere che sono la presidente dell’Associazione Accoglienza Immigrati del mio quartiere, la Garbatella.

E’ meraviglioso. E le vostre attività in cosa consistono principalmente?

Mah, deve sapere, facciamo un po’ di tutto: li ospitiamo per il tè, li invitiamo a cena, se alcuni sono appena arrivati, molto spesso diamo loro anche a un letto per dormire. Sì insomma, facciamo queste cose…sono le cose che riusciamo a fare meglio!(entusiasta)

Davvero lodevole, professoressa. Ma mi perdoni: mi sfugge proprio il collegamento con la Lega. Se fate tutte queste bellissime ‘cose’, perché la vota?

Bè perché è l’unico partito che vuole bene alle persone che non sono nate in questo paese e che però cercano di fare una vita bella con tutte le cose anche nell’Italia.

Lei è a conoscenza del fatto che la Lega sia un partito xenofobo?

(esita) Non lo so, non mi intendo di musica.

Intendo che è un partito cui non piacciono gli immigrati. Per nulla.

Impossibile. I miei amici Carlo e Piero mi hanno detto che è un partito che vuole loro tanto bene. E che fa tante opere benefiche.

Va bene. Ok. Ci sono altri motivi per cui voterebbe la Lega?

Perché ‘voterebbe’? io voto Cota.

No, non può votarlo Cota.

Perché no?

Ci sono altri motivi per cui si appresta a votare la Lega alle prossime elezioni regionali?

Sì, devo dirle, c’è un altro motivo. Siccome sono Scorpione, sono molto superstiziosa.

Gli scorpioni superstiziosi sono soliti votare Lega?

No. Paolo Fox ha detto che il colore dello Scorpione per il 2010 è il verde.

È chiaro.

E poi ha detto che proprio quel verde lì sarà il nostro colore. Se ne avesse detto un altro, sarebbe stato diverso. Non ha detto ‘verde pisello’ o, che so, ‘verde albero’.

Anche perché verde albero sarebbe stato un po’ generico.

No, è il verde degli alberi.

Esistono diversi tipi di alberi.

Questo di preciso non lo so. Mi devo documentare nei miei libri.

Che cosa legge solitamente?

Un po’ di tutto. Pratolini, Pasolini, Moravia, Verga, Capuana, Ginzburg, Tomasi di Lampedusa, Levi, Calvino, Papini, Gozzano, Ungaretti, Croce, Fenoglio, Prezzolini, Deledda, Viganò, Borgese, Ammanniti, Culicchia, Volo.

Ecco. E solitamente cosa legge?

Eh solitamente, se proprio devo dirti cosa leggo solitamente…Volo, Moravia, Pasolini, Fenoglio, Calvino, Borgese, Ammanniti, Levi, Papini, Gozzano, Ungaretti, Croce, Prezzolino, Deledda, Ginzburg, Tomasi di Lampedusa, Vigano, Capuana, Verga.

Bene. E un’opera che ama più delle altre?

Il ‘il Barone Rampante’ di…

… Calvino?

No no. È un altro, aspetti…accidenti queste cose non vengono mai in mente quando servono.

E’ proprio sicura che non si tratti di Calvino?

No no. Lei adesso è giovane e probabilmente non lo conoscerà..ah sì: Emilio Salgari. Capisco che forse a lei non dirà nulla…

Ha davvero ragione. Ultima domanda: ha degli impegni stasera?

Sì sono a cena da Carlo e Piero come ogni mercoledì…

... rimborsati? T.Tomas

martedì 23 marzo 2010

Amiamoci e partite!

Il 18 marzo scorso, un anonimo giovedì di fine inverno, è accorso a far visita a noi studenti di "screditoria & tortura" il vicedirettore napoletano del tg1 Gennaro Sangiuliano, nella sua doppia veste di giornalista semi-libero e controfigura di Minzolini per le scene più pericolose (come quando recita i suoi editoriali).
Nell'incontro col Vice la prima cosa balzata subito agli occhi di noi studenti è stata la sua assenza. Eh si, perché il Vice si è materializzato con circa un'ora di ritardo rispetto all'orario stabilito. Un ingorgo di luoghi comuni e simpatiche allusioni ai napoletani l'aveva infatti tenuto bloccato sulla Salaria per almeno mezz'ora. Nell'atto di presentarsi, il Vice ha poi spiegato di aver fatto tardi perché è vicedirettore del tg1. Un comitato di studiosi del Cern di Ginevra è al lavoro per rilevare il senso implicito di questa frase.
L'incontro col Vice ha avuto come tema di partenza il racconto della vita di Giuseppe Prezzolini: "anarchico-conservatore", giornalista, editore, combattente durante la prima guerra mondiale, e poi scrittore, insegnante alla Columbia University di New York senza aver conseguito né laurea né diploma. Insomma una figura professionale e intellettuale per certi versi molto simile a quelle dei capofila dell'odierno giornalismo italiano..
Passando poi a riflettere dei tempi moderni, il nostro Vice ha ricordato un po', a noi giovani studenti dell'informazione, le grandi motivazioni per cui dovremmo impegnarci a diventare affermati giornalisti.
Innanzitutto la libertà di assoggettarsi alle direttive del primo politico che passa, fosse anche il più anonimo consigliere comunale.
La possibilità di ricevere bonus di ricarica grazie ai tanti sms a scopo pubblicitario inviati personalmente dai principali esponenti della classe dirigente italiana.
La fortuna di poter partecipare alla lavorazione di prodotti di cui non si condivide né la forma né il contenuto.
Il vantaggio costituito dall'obbligo di dover mettere da parte qualsiasi parere che sia discorde da quello del tuo datore di lavoro.
Infine la grande maturità che si acquisisce nel confronto con tanti aspiranti giornalisti in un mondo espressamente regolato da raccomandazioni e leccaculismi vari.
Dopo l'incontro con Sangiuliano la segreteria della facoltà di Lettere ha registrato l'abbandono al nostro corso di studi da parte di 20 iscritti: 12, tra ragazzi e ragazze, si son trasferiti ad Ingegneria e Matematica; altri 6 studenti hanno deciso di dedicarsi alla ricerca del "santo Graal"; ancora un ragazzo e una ragazza, innamorati, hanno tristemente optato per il suicidio, abbracciati in un rogo di carta stampata (e curiosamente proprio quel giorno "Libero" ha registrato un record di vendite).
Prima della chiusura il Vice ha inoltre ricordato che possiamo contare come ulteriore risorsa sui progetti Erasmus, sia come strumento per importare dall'estero dei portatori sani di esperienze sociali positive, sia come possibilità di esplicare al meglio le nostre potenzialità in altri contesti culturali.
Ma neanche era arrivato al punto finale, che molti dei presenti s'eran già avviati per l'Olanda. A piedi..

Tomas T.

venerdì 19 marzo 2010

Calligrafia e Scrittura

Un successo. Il IV convegno sulla bella scrittura, organizzato dal professor Salamini e tenuto ieri in una di quelle aule blu cui si accede tramite una vecchia prua della Tirrenia, è stato un meraviglioso trionfo. Impeccabili esercizi di stile e di calligrafia hanno sfilato su una lavagna luminosa di fronte a centinaia di studenti entusiasti: i relatori, tra cui anche i celebri Paolo Gambeffa e Tommaso Und Pomelium, sono stati infatti chiamati a confrontarsi su grandi temi storici scrivendo significativi elaborati sintetici utilizzando le lettere del nostro aureo alfabeto nella maniera più pulita e non superando, durante la scrittura, le righe del quinterno. Non da meno è stato il contemporaneo cimento cui si sono dovuti sottoporre gli invitati, andare cioè a capo nel modo più corretto possibile, dividendo giustamente le sillabe e rispettando la dittongazione di alcune complicatissime parole. A testimonianza della bravura degli scrittori è da rimarcare il fatto che sono stati pochissimi gli errori commessi, due soltanto, per di più attribuiti alla stessa persona, Mirella Sorry. La professoressa di Gnù Giurnalism ha giustificato così gli scivoloni, peraltro comprensibili e giustificabili dalla tensione, della sua esercitazione calligrafica: "E' stata la prima volta per me e non conoscevo bene il tema proposto. Però come dice Jimmy Morrison: non è bravo chi non cade, ma chi, cadendo, non si sbuccia le ginocchia". Riportiamo qui di seguito il testo completo dell'esercizio della Sorry, l'unico al quale il rettore ha permesso l'accesso.

T. Tomas

lunedì 15 marzo 2010

Gli ennesimi 'pizzettai'

"Attorno a quella sala giochi non c'è nulla tranne due motorini incidentati". Così la pluriomicida del buon senso Mirella Sorry è stata smentita dal sostituto procuratore di Gioia del Colle Marcello Quercia. La criminale, oggi professoressa di Botox nel nostro corso di laurea, fino a qualche ora fa sosteneva infatti che attorno alla sala giochi 'Red and Breakfast', nel barese, ci fosse una pizzeria piena zeppa di "pizzettai" pronti a sparare con arroganza palline di pasta contro gli "ennesimi" aggressori del nord-est. Nelle dichiarazioni della Sorry si leggeva anche di un incidente di motocicli e che il termine "ennesimi" può essere utilizzato solo da individui meridionali che almeno una volta nella vita hanno fatto parte di un clan di rapinatori o, peggio, di pizzettai.
Il pool di psichiatri chiamato da Ginevra, atteso a Roma questo giovedì, visiterà la ex criminale per sciogliere tanti dubbi: dal più elementare (quale mix di pillole permette alla Sorry di pensare a una pizzeria stile monastero con annesso chiostro e l'annesso chiostro ospitante una sala giochi?) al più complesso (quale mix di pillole convincerà gli studenti del nostro corso di laurea che la Sorry sia una docente?) e infine, visto che siamo al sud e al sud in genere sono tutti "scapestrati", dove siano finiti i motorini che "HANNO SCONTRATO".

T. Tomas

giovedì 11 marzo 2010

Il buon Calabresi

Oggi Mirella Sorry e Carlo Salamini hanno messo da parte le loro personali corrispondenze, lasciando microfono e palcoscenico (si vabbè...voce alta e culo poggiato su una cattedra) al più famoso Mario Calabresi, direttore de "La Stampa", nonché figlio del commissiario Luigi Calabresi, vittima degli anni del terrorismo.
Chiamato a spiegare stile e contenuto dei suoi due libri, il buon Calabresi si è presentato parlando della "bolla immobiliare" che ha partorito la crisi economica prima americana e poi mondiale. Pareva ripetesse parola per parola ciò che scrive Gaggi nel suo libro "La valanga". Forse anche Calabresi ha seguito il nostro corso di "giornalismo ecumenico" col professor Vespri. Io a lezione non ricordo d'averlo visto. L'avrà fatto da non frequentante..
Dopo aver ricordato che il padre di Joe Biden, l'attuale vice-presidente degli Stati Uniti, era un tizio che cadeva molte volte durante la giornata e si rialzava però sempre con grande immediatezza (almeno fino a che non si decise di cambiare l'antilope che lo guidava con una più mite tartaruga per non vedenti..), il buon Calabresi ha pronunciato la parola "rane". E la comunità di ascoltatori ha riso. Non c'era adulazione verso il buon Calabresi. Anche la stessa Mirella Sorry, quando il buon Calabresi le ha rivelato di avere un gran passione per i dettagli, s'è limitata ad avere un paio di visioni mistiche, una decina di orgasmi e nulla più.
Il feeling tra i due ha avuto però vita breve, e si è interrotto precisamente quando la Sorry ha iniziato a leggere alcuni passi del libro del buon Calabresi, ignorando la presenza dell'autore dello stesso libro. Questo fino a quando il buon Calabresi non le ha idealmente strappato il libro dalle mani, facendo così trasparire quello che era il suo pensiero: "Il libro l'ho scritto io. Sono qui. Se permetti lo leggo io. Grazie."
Poco altro da raccontare, se non una rivelazione fatta dallo stesso autore: non è laureato. Eh no, il buon Calabresi non è laureato. Stava facendo una buona carriera universitaria, gli mancavano solo due esami. Ma un impedimento è sopraggiunto inderogabile: è diventato giornalista.
Tomas T.

martedì 9 marzo 2010

Piccoli dettagli crescono

Eravamo ancora lì ad interrogarci stupefatti sul senso della cravatta rosa indossata dal povero commissario Calabresi nel giorno della sua uccisione, quando un nuovo grandissimo evento si è posto con fermezza dinanzi alla nostra evidenza: Angelina Jolie è stata investita. Ce l'ha confermato ieri, in data 8 marzo 2010, la nostra inviata dal mondo dei periodi ipotetici Mirella Sorry.
Dopo aver ribadito l'importanza nel mondo di Angelina Jolie rispetto alla futilità delle nostre esistenze, la Sorry ha quindi accennato alla notizia dei due "cosi" (secondo il diritto comunitario "rumeni", ma trattasi di minuscola indecisione lessicale) arrestati per aver imbrattato i muri della sede del quotidiano torinese "La Stampa" con scritte minacciose verso il direttore del quotidiano stesso, Mario Calabresi, figlio del già citato commissario.


Ulteriori aggiornamenti della nostra inviata hanno riguardato innanzitutto una nevicata estiva che potrebbe abbattersi su Roma (è inutile che ridiate, può succedere). Quindi la possibilità che, prima della sicura apocalisse prospettata dalla profezia Maya, una donna in medioriente si ritrovi ad indossare una minigonna (ma alla sola condizione che un'eclissi totale di sole vieti al resto del mondo la sconcertante visione). Infine gli sviluppi su una diatriba mai sopita, ossia lo storico scontro tra le domande retoriche e le elezioni democratiche nel nuovo Iraq in parte ancora democraticamente occupato dalle forze americane. Chi l'avrà vinta? La complessità del nostro periodare non rischia di inficiare il processo di ricostruzione dell'Iraq? Il punto interrogativo è davvero esclusivamente legato alla domanda retorica, o questi sono solo pregiudizi del cultura consumistica occidentale?
Attendiamo con ansia buone nuove dalla penna di Mirella Sorry.

Tomas T.